fbpx

Progetto ARDITE

Nella foto: Elisabetta Fenocchio

 

Il cancro del colon-retto si colloca tra le neoplasie più diffuse al mondo: è il secondo tumore maligno più frequente nella donna ed il terzo nell’uomo. Solo in Italia, si registrano circa 43 mila nuovi casi ogni anno.
Circa l’80% dei pazienti viene sottoposto al trattamento chirurgico per la rimozione del tumore e, in alcuni casi, di metastasi in altre sedi. Alla chirurgia, spesso, si aggiunge un piano terapeutico pre- o post- intervento basato su terapie mediche tra cui la chemioterapia, al fine di limitare possibili recidive.
Tuttavia è possibile che il cancro generi delle metastasi microscopiche, ad oggi impossibili da individuare con gli esami radiologici: se queste non vengono eliminate, la probabilità di una recidiva aumenta.
È qui che interviene come protagonista la biopsia liquida, un metodo non invasivo che ricerca le “spie molecolari” delle micrometastasi mediante un semplice prelievo di sangue. Il progetto ARDITE indaga il ruolo della biopsia liquida mediante la ricerca dei frammenti di DNA tumorale circolanti nel sangue di pazienti affetti da cancro al colon-retto, con l’obiettivo di discriminare quelli ad alto e basso rischio di recidiva, nonchè di individuare molto precocemente una recidiva ancora microscopica.
Questo test diagnostico consentirebbe quindi di poter meglio calibrare e personalizzare i trattamenti medici e chirurgici, sulla base delle caratteristiche molecolari rilevate.

 

Durata progetto: 6 anni (2019-2025)

Investimento: 9.014.287,43€

Team di Ricerca: Elisabetta Fenocchio, Caterina Marchiò, Alfredo Mellano