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06/09/2023

Nasce l’Ovarian Cancer Center: alta specializzazione per cure personalizzate e ricerca

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Nasce all’Istituto di Candiolo – IRCCS l’Ovarian Cancer Center (OCC), che basa la propria attività sulle caratteristiche fondamentali per un centro di alta specializzazione nel trattamento del carcinoma ovarico: la diagnostica di seconda livello, la multidisciplinarietà delle cure, la ricerca. Il carcinoma ovarico colpisce 5.200 donne in Italia ogni anno.

La diagnostica di secondo livello in forma tecnologicamente avanzata permette una diagnosi precoce, precisa e differenziale delle masse ovariche avvalendosi di ginecologi ecografisti, che seguono i criteri dell’International Ovarian Tumor Analysis (IOTA) group, e di un team di radiologi esperti nella diagnostica per immagini dei tumori femminili.

La multidisciplinarietà delle cure si basa su un team chirurgico e uno medico. Il primo è costituito da ginecologi oncologi chirurghi, supportati in casi specifici da chirurghi generali, urologi e radiologi interventisti. Il team medico opera invece presso il Day Hospital, con oncologi medici e radioterapisti iperspecializzati nel trattamento dei tumori femminili. L’anatomia patologica presenta un servizio specifico di gineco-patologia per la diagnostica anche di tumori rari o la profilazione di mutazioni molecolari e genetiche del tumore e della paziente, utili a guidare le terapie. In caso di predisposizione genetica all’insorgenza dei tumori, viene offerto alla paziente un servizio di genetica medica. La paziente può avvalersi, inoltre, di un servizio di psicologia clinica.

Il carcinoma ovarico viene affrontato in tutte le fasi di presentazione, dalla diagnosi alla prima chirurgia, dal trattamento medico ai controlli di follow-up, ai trattamenti medici, radioterapici e chirurgici in caso di recidiva.

La paziente affetta da carcinoma ovarico è gestita dal Gruppo Interdisciplinare di Cure (GIC), costituito dai rappresentanti delle diverse discipline afferenti all’OCC. Il GIC prende in carico la paziente dalla diagnosi alla fine delle cure.

La ricerca e le cure sperimentali sono la terza caratteristica di un OCC, che lo distingue dalle altre unità operative di ginecologia non specializzate in oncologia ginecologica. L’OCC offre alle pazienti la possibilità di essere sottoposte a trattamenti sperimentali chirurgici, come l’utilizzo di tecniche mini-invasive, la chemioterapia intraoperatoria (HIPEC), o a trattamenti di chemioterapia antiblastica sistemica con farmaci sperimentali e biologici.

Nell’ambito invece della ricerca preclinica e di laboratorio, si lavora sugli organoidi, ossia riproduzioni di tessuti tumorali in vitro, di cui vengono studiate le caratteristiche biologiche e di resistenza a chemioterapici al fine di ottenere in futuro terapie mediche sempre più specifiche, selettive ed efficaci.

Nonostante sia un tumore raro, l’incidenza del carcinoma ovarico risulta in crescita e una donna su 82 avrà la probabilità di sviluppare questa neoplasia nell’arco della sua vita. È, inoltre, il tumore ginecologico più difficile da curare e nel 67% circa dei casi la prognosi è infausta.

Il trattamento è basato sulla chirurgia, seguita o preceduta se necessaria dalla chemioterapia.

Circa il 70-80% dei tumori ovarici si presenta in stadio clinico avanzato con diffusione di malattia a livello addominale, mentre meno del 30% risulta agli stadi iniziali con la sola massa ovarica.

La diagnosi precoce di questa neoplasia risulta particolarmente difficoltosa, perché negli stadi iniziali non vi sono particolari disturbi, mentre i sintomi si presentano quando la malattia è in stadio avanzato.

Recentemente invece sono stati fatti grandi passi avanti grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche, all’identificazione di indicazioni chirurgiche più specifiche e aggressive e soprattutto alla conoscenza della biologia molecolare che ha permesso di sviluppare farmaci di nuova generazione come le terapie a bersaglio molecolare e antiangiogenetica.

L’approccio terapeutico a questa neoplasia non è più uguale in tutti i casi, ma per ogni paziente va trovato un trattamento specifico per le caratteristiche personali e della malattia. Si parla ormai di trattamento “tailored” e cioè “sartoriale”, ossia cucito addosso alla paziente.

Uno dei fattori migliorativi della prognosi di una paziente con carcinoma ovarico è la possibilità di essere seguita da un centro oncologico specializzato. In tale sede infatti viene eseguita una chirurgia ottimale della neoplasia con ginecologi oncologi esperti non solo nella chirurgia pelvica, ma anche dell’alto addome in cooperazione con altri team medici. Vi è inoltre la possibilità di accedere a terapie oncologiche specialistiche e d’avanguardia, o di partecipare a trial di ricerca scientifica chirurgici e oncologici.

La logistica favorevole de “l’ospedale vicino casa” lascia ormai il passo all’alta specializzazione per competenza.

Dottor Luigi Carlo Turco, Direttore dell’Ovarian Cancer Center dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.